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| Ecomuseo Argentario |
Una nuova rete escursionistica. |
Passaggio fondamentale per la valorizzazione del Monte Calisio - Altipiano dell’Argentario, è la realizzazione e l’ampliamento della rete escursionistica, in linea con le normative di tutela ambientale e con i tematismi proposti dall’Ecomuseo.
È stato avviato, a tal fine, un ampio progetto che prevede l’ampliamento degli attuali 60 Km di sentieri a circa 160 Km. Il progetto seguito in ogni dettaglio da Tarcisio Deflorian prevede la realizzazione di una nuova segnaletica e la conseguente omogeneizzazione del territorio, evitando inutili personalizzazioni della segnaletica che porterebbero solo a confusione e disorientamento da parte dell’escursionista. Il primo passo in questo senso sarà fatto attraverso il posizionamento di una segnaletica omogenea su tutto il territorio e la conseguente rrimozione della segnaletica difforme in accordo al modello SAT (sfondo bianco e angoli rossi). La rete sarà inoltre adeguata ai diversi livelli di fruizione: per il trekking, per la mountainbike e il cavallo. Sappiamo bene infatti che il sentiero adatto al trekking non può in molti casi, per la sua conformazione, adattarsi ed essere utilizzato da chi percorre i sentieri in Mountainbike o a cavallo.
La rete sarà inoltre integrata da itinerari tematici, che riprendono le particolarità dell’altipiano: Le aree estrattive (la pietra di trento, le antiche miniere d’argento, il porfido), i monumenti e i luoghi sacri, le aree naturalistiche, la grande guerra. La nuova rete escursionistica sarà rappresentata nella nuova Carta Topografica del Monte Calisio – Altipiano dell’Argentario, così come gli itinerari tematici. Seguirà anche la pubblicazione di una guida con riportati gli itinerari per la visita nel dettaglio. Un progetto dunque ambizioso e volto alla miglior fruizione del nostro territorio, così ricco di paesaggi particolari e così carico di storia.
Il Calisio, ha secondo l’Ecomuseo grandi potenzialità, nei confronti di un turismo sostenibile e orientato all’apprezzamento del territorio, dei suoi personaggi, della sua storia e dei ritmi naturali della vita di montagna. Moltissimi sono già oggi gli escursionisti che dalla città salgono sulla collina di Trento per passeggiare, la presenza di una rete escursionistica coerente e ragionata darà sicuramente uno spunto in più a chi sceglie di visitare questi luoghi, prestando attenzione a ciò che spesso no si vede e non si conosce.
Il progetto non si ferma però qui: saranno infatti posizionati nei principali centri abitati dell’altipiano totem informativi con immagini, testi e cartografia di riferimento sulle località di maggior interesse e relative particolarità storiche e naturalistiche, sulle strade di maggior viabilità invece saranno posti cartelli stradali indicanti i confini del territorio dell’Ecomuseo. |
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Data inserim : 26/06/2007
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| Data ult. var. : 09/08/2008 |
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| Primi passi |
Dopo il riconoscimento ufficiale. |
L’EcoMuseo Argentario, dopo il riconoscimento ufficiale, avvenuto il 26 agosto 2005 da parte della Provincia Autonoma di Trento, ha iniziato la propria attività sul territorio. L’attività si è concentrata nel primo periodo sulla promozione del neonato Ecomuseo, in primo luogo all’interno dei Comuni coinvolti nel progetto, e presso le Scuole del territorio oltre che tra le Associazioni operanti sul Calisio.
E’ stata realizzata a fine 2005 con il contributo sia economico che logistico dell’Associazione Ecomuseo la Mostra Itinerante “La Pietra di Trento” ed edito il libro, curato da Davide Morelli, dall’omonimo titolo. L’inaugurazione avvenuta il 15 ottobre 2005 presso la sede SAT di Via Manci a Trento, ha dato l’avvio alle successive esposizioni presso i principali centri dell’Altipiano dell’Argentario: Meano, Civezzano, Albiano, Gardolo. La mostra, studio storico antropologico, riveste un ruolo importante di recupero della memoria delle attività che hanno caratterizzato la collina calisiana, fin dall’epoca romana sfruttata per l’estrazione di diversi materiali.
L’estrazione è probabilmente la più importante caratteristica di questo ecomuseo. Basti ricordare la Pietra Rossa di Trento per l’appunto, l’argento in epoca medievale, il porfido storia attuale. La partecipazione ad eventi e convegni, è stata pressoché costante in questi mesi, in particolare il 9 novembre l’Ecomuseo, con la relazione di Tiziana Bampi vice presidente dell’Associazione Ecomuseo, ha presentato il proprio territorio al Convegno “Geologia e turismo” tenutosi al Museo Tridentino di Scienze Naturali”. L’11 marzo l’Ecomuseo ha presenziato al convegno “L’estrazione mineraria in Valsugana. Storia e Immaginario”, tenutosi presso la Biblioteca Comunale di Telve Valsugana. Tra gli obbiettivi futuri dell’Ecomuseo, rientrano diversi progetti di riqualificazione del territorio e la realizzazione di una Guida, in grado di fornire lo spunto per itinerari tematici attraverso le principali caratteristiche della zona: le miniere, i biotopi, le fortificazioni della grande guerra, i siti archeologici. L’Ecomuseo si configura come strumento in mano alla Comunità, che attraverso di esso si prende cura del proprio territorio, per il mantenimento, la valorizzazione, il recupero delle peculiarità naturalistiche, culturali e tradizionali. |
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Data inserim : 03/06/2006
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| Data ult. var. : 09/08/2008 |
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| Nel 2005 l'Ecomuseo dell’Argentario sarà operativo. |
A breve il riconoscimento ufficiale. |
Il 4 novembre il Sindaco di Civezzano dott. Michele Dallapiccola scriveva alle figure promotrici dell'Ecomuseo l'avvenuta presentazione della domanda di riconoscimento dell'Ecomuseo dell'Argentario al Servizio Attività Culturali della Provincia Autonoma di Trento. La comunicazione rammentava inoltre come le Amministrazioni Comunali dovranno attivarsi per predisporre nel bilancio di previsione 2005 e nel pluriennale 2005/2007 gli importi concordati. Nei primi mesi del 2005 la convenzione per l'istituzione e la gestione dell'Ecomuseo dell' Argentario è stata approvta dai Consigli Comunali aderenti all'iniziativa. E' un momento importante e rappresenta la prima tappa fondamentale raggiunta dall' Associazione per la nascita dell'Ecomuseo. Questo documento sottofirmato dai sindaci è il frutto di tre anni di lavoro, durante i quali si sono succeduti numerosi incontri tra i dirigenti delle amministrazioni al fine di stendere un documento che contenesse una dichiarazione di impegno, da parte di tutte le amministrazione coinvolte, per la nascita ed il sostegno dell'Ecomuseo dell' Argentario secondo alcune linee guida descritte nella Relazione illustrativa allo studio di fattibilità dell'Ecomuseo dell' Argentario.
Questo documento, che propone un modello gestionale ad hoc ed un piano finanziario triennale, sta alla base della programmazione delle Amministrazioni e prevede ruoli e compiti precisi, da parte dei soggetti coinvolti, oltre che un impe¬gno economico che consenta di garantire l'avvio dell'attività ecomuseale.
Gli indirizzi futuri dell'Ecomuseo saranno dettati dal Comitato di indirizzo, composto dai Sindaci dei Comuni interessati:
Trento, Albiano, Civezzano e Fornace.
La guida dello sviluppo del territorio in chiave ecomuseale sarà eseguita dal Comitato di gestione composto da rappresentati di organi operanti sul territorio quali i Comuni, le APT, la SAT, le realtà economiche.
L’operatività della gestione sarà assicurata da un direttore, chiamato referente operativo, la cui selezione è attualmente in corso. Il ruolo dell'Associazione sarà centrale nella futura gestione dell'Ecomuseo e si esplicherà attraverso l'operato del Referente Operativo.
Il documento programmatico stabilisce anche il piano economico triennale fissando il costo gestionale. In questo contesto apare anche una spesa di investimento per l'allestimento di un centro di documentazione nella Circoscrizione Argentario.
Dal progetto teorico si è quindi entrati nella fase operativa che si prevede possa partire con l'inizio del 2005 ricordando, come sottolineato dal Sindaco di Civezzano, che il vero lavoro di costituzione dell'Ecomuseo dell'Argentario è appena all'inizio. Sarà pertanto impegno di tutti credere e fare vivere il nostro Ecomuseo.
In questi primi mesi del 2005 si sono programmate una serie di visite guidate l territorio dell'Ecomuseo, fino ad ora tutte seguite da un gran numero di partecipanti dando così forza e incentivo al proseguo dell'iniziativa. Le informazione i soci le ricevono direttamente per posta elettronica, in non soci possono partecipare e programmarsi seguendo le indicazioni del nostro sito internet: www.ecoarge.it.
Vi aspettiamo pertanto numerosi alle prossime iniziative in calendario |
Giuseppe Gorfer
PRESIDENTE |
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Data inserim : 05/06/2005
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| Data ult. var. : 09/08/2008 |
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| Iniziano i progetti |
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L’Ecomuseo dell’Argentario sta entrando nella sua parte operativa. Si stanno valutando gli impegni attivi e economici delle amministrazioni Comunali che vi partecipano, si programmano gli eventi, ma, soprattutto, si stanno avviando i progetti sul territorio. Sul territorio di Trento, che comprende le Circoscrizioni dell’Argentario e di Meano, curati dall’Azienda Forestale, sono pronti per partire alcuni interventi di riqualificazione ambientale progettati nella direzione dell’Ecomuseo. A Pila di Villamontagna in estate partiranno i lavori di riqualificazione di un settore delle vecchie cave. Verrà restaurato il ponte in pietra, la casetta dei cavatori, verrà creato un percorso all’interno della cava per illustrarne le lavorazioni e raccontare la storia delle cave della “pietra di Trento”.
Al Campèl è stato ultimato il restauro di una vecchia calcàra. A Meano sta prendendo forma l’idea di restaurare e aprire al pubblico una vecchia canopa, la Busa del Pomàr. Un primo stralcio prevede la sistemazione della strada di accesso e la sistemazione della frana che ne mette a rischio l’imbocco.
Altri lavori di sistemazione della sentieristica sono in corso. L’Associazione da parte sua ha in programma numerose iniziative.
Tra le tante segnaliamo il concerto nel bosco che si terrà nelle prima settimane di luglio al Campèl con la collaborazione dell’Associazione Musicale di Martignano e degli Amici della Montagna. Al momento musicale si affiancherà l’inaugurazione della calcàra e una gita sulla cima del M. Calisio, magari passando per gli stói. Una giornata di festa, un’occasione per condividere le idee di fondo dell’Ecomuseo. Sempre l’Associazione sta ultimando una carta dei sentieri sul M. Calisio, il documento di base per la segnalazione di percorsi tematici e abaco dell’insieme dei sentieri e strade che percorrono il rilievo. Per settembre è prevista la realizzazione di una mostra sulle cave di Trento, magari da aprire in occasione dell’inaugurazione dei lavori di riqualificazione delle cave di Pila. Ma tante altre iniziative sono in preparazione, anche sui territori degli altri comuni del Monte Calisio. Nel frattempo è attivo il sito internet dell’Associazione, dove si potrà entrare per conoscere il Calisio, l’Ecomuseo, il nostro ambiente |
Giuseppe Gorfer
PRESIDENTE |
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Data inserim : 25/07/2004
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| Data ult. var. : 09/08/2008 |
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| Ecomuseo: nascita di un progetto |
Introduzione
La consapevolezza di vivere un luogo, disseminato di tracce affascinanti, legate ad un paesaggio modificato dalle attività umane connesse all’arte mineraria, nasce spontaneamente, frequentando la zona che da Trento sale verso il monte Calisio e proseguendo verso Civezzano, Fornace e Albiano.
Il filo conduttore di questi luoghi passa proprio attraverso l’antico distretto minerario delle miniere medioevali d’argento, le cave della pietra, chiamata dai geologi Ammonitico Rosso, le calcare e l’area del porfido, il più importante distretto estrattivo della regione.
La presenza di segni evidenti e numerosi, come quelli che compongono il paesaggio dei canopi, stimola l’interesse di conoscere di più questo territorio in cui si condensano fasi importanti della nostra storia.
E’ la SAT di Cognola che per prima avvia delle ricognizioni sistematiche in loco, avviando un sistema di sensibilizzazione, che si diffonde progressivamente in tutta l’area del M.Calisio, definita dal corso dei torrenti: Avisio, Silla, Fersina e dalla valle dell’Adige.
Quelle che seguono, in modo sintetico, sono le esperienze ed i passaggi che piano piano hanno portato alla nascita di un idea: l’ecomuseo del Calisio.
Preludio all’Ecomuseo
alcune tappe significative1983-1987: la sezione SAT di Cognola avvia nell’ambito della propria attività sociale sull’altopiano del Calisio un rilievo sistematico per censire le miniere del Calisio, studiate da G.B.Trener ai primi del ‘900.1987: vengono presentati presso il Museo Tridentino di S. Naturali i risultati del lavoro della sezione SAT di Cognola. Su circa 140 imbocchi: 60 verticali e 80 orizzontali, almeno la metà sono giudicati meritevoli di appro- fondimento, mentre di altri ne viene segnalata la pericolosità e lo sviluppo.1989 la SAT in assemblea a Montevaccino ribadisce il proprio impegno per la conservazione ed un’attenta e moderata valorizzazione turistico-culturale.
1991 la sezione SAT di Cognola e il Gruppo di Civezzano realizzano la carta topografica del Monte Calisio 1:15000
1992 la sezione SAT di Cognola pubblica il libro “Il Monte Calisio: ieri oggi domani” che prende in considerazione i diversi aspetti del territorio del Monte Calisio; si tratta di un importante contributo per la conoscenza e la divulgazione delle peculiarità del monte.
1993-1994 la Provincia Autonoma di Trento istituisce una “Commissione per la valorizzazione culturale dell’area del Monte Calisio e per lo studio di un eventuale progetto museale”.
La commissione stila il proprio documento conclusivo nel 1994.
Nei primi anni ’90, la S.N.A.M. progetta il tracciato del nuovo metanodotto che dovrebbe attraversare proprio alcune zone di maggior rilievo di quello che verrà definito, in seguito, uno dei bacini argentiferi medioevali più importanti d’Europa (L.Brigo e M.Tizzoni, 1995).
Le locali sezioni SAT di Cognola e Civezzano chiedono e ottengono, dopo numerosi sopralluoghi, si spostare il tracciato dalle zone più significative del sito minerario.
Né i Comuni né la Provincia, che pur aveva istituito la commissione sopra descritta, avevano mai segnalato alla S.N.A.M. il valore della dismessa area mineraria.
Il problema metanodotto riapre la questione salvaguardia Calisio e la SAT di Civezzano convince le amministrazioni comunali di Civezzano e Fornace a promuovere un convegno di studi sull’argomento minerario.
Tra il 12 ed il 15 ottobre del 1995, mentre sul Calisio si stanno progressivamente aprendo gli scavi per la posa in opera delle tubature del metanodotto, si tiene a Civezzano e Fornace il convegno europeo “Il monte Calisio e l’argento nelle Alpi dall’antichità al XVIII secolo” Giacimenti, storia e rapporti con la tradizione mineraria mitteleuropea.
I relatori sono 28 e al convegno partecipano complessivamente una cinquantina di persone.
L’evento, organizzato con il concorso di Regione, Provincia, Consorzio B.I.M. le Casse Rurali di Civezzano e Fornace e l’APT di Pinè-Cembra, consente a studiosi di fama di esprimersi sulla ricchezza del patrimonio.
La mostra organizzata dalla sezione SAT presso la sede dell’ex municipio di Civezzano, invece, fa conoscere agli appassionati e agli abitanti l’importanza di questi luoghi, per quanto riguarda l’attività estrattiva: dal medioevo al presente. L’itinerario della mostra attraversa i paesaggi, la geologia, il codice minerario e la toponomastica.
La relazione del sindaco di Civezzano, nella giornata conclusiva del convegno, sintetizza gli intenti delle due amministrazioni comunali e alcune immediate intenzioni: l’istituzione di una commissione intercomunale per la valorizzazione del M.Calisio, creare una speciale sezione della biblioteca intercomunale di Civezzano e Fornace, istituire una borsa di studio a decorrenza annuale, per polarizzare l’interesse sull’argomento.
Il 17 maggio 1996 il Comitato per le attività culturali e ricreative di Martignano, promuove presso il teatro parrocchiale una serata da titolo Canopi e Calisio dal passato al futuro. Tra i relatori, il direttore del Museo Tridentino di Scienze Naturali Michele Lanzinger relazione su un’ipotesi di Parco Minerario del Calisio.
Tale riflessione si unisce all’impegno che da circa 10 anni coinvolge il comitato nell’organizzazione della tradizionale Disfida dei Canopi.
Nel febbraio 1997 viene istituita la commissione intercomunale (Civezzano e Fornace) di studio per la formazione di un programma delle attività di conoscenza e valorizzazione del territorio del Monte Calisio.
La borsa di studio, per lavori inediti di argomento minerario, naturalistico, geologico o naturalisti viene istituita nel 1996 e nel 1998, solo nel 1998, viene assegnata.
Nel 1998, la Commissione Intercomunale di Civezzano e Fornace, dopo una serie di sopralluoghi, decide di realizzare il Sentiero delle canope nella zona del Lago di S. Colomba. L’ubicazione scelta tiene conto anche della possibilità, in futuro, di aprire al pubblico una canopa.
Il tracciato si sovrappone essenzialmente ai sentieri SAT ed alla già esistente viabilità forestale. Le informazioni si concentrano in tre punti, la segnaletica è essenziale.
Il progetto, alla cui realizzazione collaborano entrambe i comuni, viene elaborato dall’ufficio tecnico di Civezzano.
La realizzazione viene affidata alla cooperativa Le Coste di Trento, la segnaletica viene eseguita dal Servizio Ripristino e Sistemazione Ambientale della PAT. Il sentiero viene inaugurato a fine aprile 2001.
L’APT di Pinè e Cembra organizza le visite guidate, che iniziano nell’estate 2001.
Alla stesura dei testi esplicativi, collocati in tre punti lungo il percorso, collabora il Museo Tridentino di Scienze Naturali nell’ambito del progetto del Comune di Trento “Elaborazione di un progetto di valorizzazione naturalistica e mineraria del Monte Calisio” che ha visto impegnata presso il museo una persona per il 1999 ed il 2000, proprio per questo scopo.
In questo contesto nasce anche il cofanetto con i 5 itinerari da percorrere sulla montagna, redatto dal Museo in collaborazione con l’APT di Trento e pubblicato a fine 2001, denominato “Quattro passi sul Calisio”.
Nella primavera del 2001, nella Circoscrizione Argentario del Comune di Trento, viene istituita l’Associazione Ecomuseo Argentario Onlus che ha per finalità principale la nascita e l’istituzionalizzazione dell’Ecomuseo dell’Argentario. Il primo anno di attività è impegnato alla divulgazione e promozione dell’”idea” dell’Ecomuseo con il coinvolgimento e l’interessamento delle amministrazioni comunali che insistono sul territorio calisiano. Questo lavoro sfocerà nell’assemblea generale del 2002 che vedrà partecipare il Comune di Trento, con le circoscrizioni Argentario e Meano, Civezzano, Albiano e Fornace. L’assemblea modificherà anche lo statuto con il riconoscimento di diritto di un rappresentante delle amministrazioni.
Alla fine del 2001, i Comuni di Civezzano e Fornace richiedono alla Provincia di inserire nei progetti di finanziamento Leader Plus, lo studio di fattibilità ed il progetto preliminare per l’apertura di una canopa. |
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Data inserim : 01/08/2003
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| Presentazione dello studio di fattibilità |
L’ecomuseo, già sviluppato in analoghe realtà d'oltralpe e in alcuni ambiti provinciali, va inteso e letto non solo come "parco naturale", ma anche come "museo delle tradizioni o della storia locale". Nel contempo la musealizzazione della zona interessata deve formarsi senza interferire con le varie situazioni che caratterizzano il sistema su cui l'ecomuseo viene inserito.
L’Associazione Ecomuseo Argentario propone un’ipotesi progettuale per la concretizzazione di tale opportunità e potenzialità.
La definizione più appropriata per definire un Ecomuseo resta quella dell’etnografo e museologo Henri Rivière:
«L’ecomuseo è un’istituzione culturale che assicura in forma permanente, su un determinato territorio e con la partecipazione della popolazione, le funzioni di ricerca, conservazione, valorizzazione di un insieme di beni naturali e culturali, rappresentativi di un ambiente e dei modi di vita che lì si sono succeduti».
Quindi Ecomuseo come documentazione dell’ambiente naturale, storico, culturale, etnografico, economico di una determinata zona che invece di essere rinchiuso tra le mura di un edificio è distribuito nell’ambiente, in maniera reale, nella realtà specifica che lo ha sviluppato e conservato nel corso della storia.
Gli obiettivi dell’Ecomuseo
Condivisa la definizione di Ecomuseo e i suoi principi fondamentali, è evidente come la sua realizzazione apporta alle comunità interessate una serie di ricadute non solo di tipo culturale, ma anche economico e sociali. Tra le numerose opportunità conseguenti alla formazione di un Ecomuseo ne ricordiamo alcune, che sicuramente fanno parte degli obiettivi e dei programmi gestionali sia attuali che futuri:
· l’Ecomuseo mette in rete i beni culturtali e ambientali della regione interessata;
· costituisce un denominatore comune delle attività culturali, sociali ed economiche della popolazione;
· favorisce e promuove la didattica e la divulgazione culturale e scientifica;
· contribuisce a creare una mentalità sovraccomunale;
· concorre a realizzare una filiera dello sviluppo sociale ed economico del territorio interessato;
· crea un comparto territoriale ricco di emergenze che potranno assumere un forte e particolare richiamo turistico con la conseguente strategia promozionale;
· non ultimo potrà creare un’occasione di sviluppo economico attraverso le sue molteplici potenzialità;
Questi obiettivi da raggiungere dovranno essere condivisi e supportati con le finalità primarie che stanno alla base dell’idea dell’Ecomuseo dell’Argentario riconoscibili in:
· conservazione tutela e ripristino di ecosistemi naturali;
· ricerca storica e scientifica dell’evoluzione locale, di particolari elementi valorizzabili (miniere/cave);
· promozione sociale e culturale delle popolazioni (tradizioni, usi e costumi, manifestazioni);
· didattica educativa, informativa e formativa (rivolta in particolar modo alle scuole);
· fruizione economica, ricreativa, sportiva e turistica (agriturismo, ippotrekking, cicloturismo ecc.). |
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Data inserim : 01/08/2003
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