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| Carta di Regola del comune di Cognola |
| Statut der Gemeinden Cognola und Martignano |
Presentazione
di Vincenzo Cali'
La pubblicazione della Carta di Regola di Cognola e' un eventoche deve riempire di soddisfazione l'intera comunita' che vive elavora ai piedi del monte Argentario. Cio' per tutta una serie di motivi che nell'economia di una presentazione non possiamo che sommariamente elencare. Un primis va richiamata l'importanza della riscoperta di un documento fondamentale per l'identita' di una comunita' proprio in un epoca in cui rischiano di allentarsi i legami fra il territorio e i suoi abitanti sotto la pressione urbanistica a cui abbiamo assistito con l'impetuoso espandersi della citta' contemporanea. In secondo luogo, il monito che dalle vicende che hanno portato allo smarrimento ed infine al ritrovamento ad Innsbruck del prezioso documento dobbiamo trarre, e' che l'autogoverno di una comunita' non e' una conquista fatta una volta per tutte, bensi' il frutto di un impegno continuo a vigilarer affinche' i propri diritti non vengano cancellati. |  estratto della Carta di Regola |
La soppressione della Regola con la secolarizzazione del Principato, il dispregio in cui i potenti tennero la volonta' dei censiti non sono altro che le premesse che portarono allo smarrimento della carta di Regola, divenuto ormai documento muto e inerte, atto quindi a prestarsi a trafugazioni od atti di compravendita, solo casualmente non risoltisi in questo caso in una perdita definitiva del documento. In una comunita' urbana sempre piu' complessa come quella della grande Trento gli archivisti ci suggeriscono intelligentemente le vie da seguire per una corretta pratica del decentramento, senza la quale e' destinato ad infrangersi anche il sogno della capitale del Trentino; conoscere nel suo evolversi storico la dinamica dei poteri fra i centri e le periferie, lasciando cosi' in mano alle nuove generazioni strumenti efficaci per la difesa e valorizzazione del proprio territorio.
Flavio Ferrari
E' nato a Milano nel 1965 ma fin dalla prima infanzia risiede a Martignano.
Coniugato con tre figli, da parecchi anni si interessa di storia locale, con particolare riferimento alle vicende correlate alla rilevante e duratura attività mineraria medioevale (oltre tre secoli nell'epoca del principato di Trento) sul Monte Argentario, l'attuale Calisio. Di conseguenza ha sempre collaborato con le realtà di volontariato e istituzionali non solo trentine per la valorizzazione della memoria del territorio. E' inoltre uno dei promotori, fin dalla metà degli anni novanta, dell'Ecomuseo dell'Argentazio, con il quale collabora tuttora. E' curatore, per gli aspetti storici e multimediali, di varie iniziative del Comitato Attivita' Culturali e Ricreative di Martignano ed autore di alcune pubblicazioni tematiche anche di altre epoche. Ha collaborato come corrispondente per oltre dieci anni ad un quotidiano locale.
La riscoperta del volumetto della Carta di Regola, tuttora custodita al Ferinandeum Museum di Innsbruck, è avvenuta in modo occasionale e fortuito duranrte una delle ricerche documentali finalizzate all'epoca canopa, a cui hanno collaborato altri amici ricercatori e appassionati di storia antica, Elena Libardi, Fabio Floriani e Ivan Pintarelli. |
Collaborazione e ricerche : Elena Libardi, Fabio Floriani, Ivan Pintarelli
Presentazione : Vincenzo Calì
Prefazioni : Alexander Guano, Franco Cagol
Responsabile edizione : Umberto Saloni
Foto : Flavio Ferrari, Fabio Floriani
Edizione stampata nel mese di aprile 2008
Impaginazione e stampa : Lineagrafica Bertelli Editori snc Trento |
per informazioni, invia un e-mail a questo indirizzo |
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Data inserim : 25/05/2008
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| Chiesa dell'Ausiliatrice |
| 1950-2005 50° della Chiesa di Maria Ausiliatrice |
Presentazione
Sono lieto di presentare, oggi, questo nuovo impegno editoriale del nostro Circolo.
Viene ad aggiungersi alle altre iniziative similari realizzate negli anni scorsi con lo scopo di salvare la memoria ed i ricordi della vita della nostra comunità.
Questo libro trae l’ispirazione ed il ricordo dalla viva voce delle persone che hanno vissuto in prima persona tutte queste esperienze e le offre come un patrimonio di crescita per tutta la comunità.
In questo libro rivivono le persone che ci hanno preceduto e molte che sono ancora vive che sono la ricchezza per tutti noi.
Il messaggio che vogliamo trasmettere alle nuove generazioni che vivono nel nostro paese è l'esempio di come, con l'impegno di tutti, la voglia di collaborare assieme, si possano dare ad una comunità grandi risultati.
E’ un insegnamento che tutti gli anziani vogliono e possono dare ai giovani.
Ringrazio tutti quanti sono oggi presenti a questa nostra festa per il 25 ° del Circolo e sono certo che questo libro che è il quarto della serie dei ricordi del nostro passato, sa¬rà un nuovo tassello della nostra storia e l'indicazione di come noi anziani possiamo valorizzare il nostro tempo, non solo in attività ricreative ma, con un impegno che rende l'anziano più consapevole e ricco di iniziative che lo completano.
Renato Scarpari |  foto della copertina con il disegno di Diego Bridi |
Prefazione
Nella lettera che il papa Giovanni Paolo II ha inviato agli anziani nel 1999, scrive: ‘’Essi sono custodi della memoria collettiva, e perciò interpreti privilegiati di quell' insieme di ideali e di valori comuni che reggono e guidano la convivenza sociale. Escluderli è come rifiutare il passato, in cui affondano le radici del presente, in nome di una modernità senza memoria. Gli anziani, grazie alla loro matura esperienza, sono in grado di proporre ai giovani consigli ed ammaestramenti preziosi.’’
Il Circolo Pensionati e Anziani di Martignano "EI Capitel" in occasione del 25° di fondazione, ha voluto rendere vero questo appellativo di "custodi della memoria", offrendo alla comunità di Martignano, questo libro che raccoglie frammenti preziosi di storia che riguardano la costruzione della nostra chiesa, (di cui ricorre questo anno il 55° della consacrazione).
Mario Battistata, che ha curato questo libro, si è dato da fare per ricercare il maggior numero possibile di documenti riguardanti la costruzione della nuova chiesa, non solo nell' archivio parrocchiale, in curia, negli archivi dei giornali, visitando le fabbriche, come la vetreria di Brescia per cercare la documentazione fotografica delle vetrate scomparse, raccogliendo testimonianze di persone che sono state coinvolte in quell' evento singolare, e gli scritti di don Renato Scoz, pubblicati sulla rivista del Circolo "EI Capitel".
L'autore non si è accontentato di questo, ma ha voluto cogliere dentro quei numeri, quelle date, quei progetti, quelle difficoltà, quelle persone, un'altra storia, quella del sorgere accanto alla costruzione materiale una chiesa di "pietre vive", il nascere di una comunità, che in una gara di solidale generosità, ha visto coinvolti tutti dai bambini, che con la loro fantasia sapevano trovare il modo per racimolare il loro piccolo contributo da portare al parroco, agli operai che hanno prestato gratuitamente tante ore di lavoro a tante altre persone che in modo nascosto hanno dato la loro offerta, agli ammalati e poveri con l'offerta preziosa della loro sofferenza e preghiera.
In un edificio, una pietra regge l'altra perché una poggia sull'altra. Così è nella Chiesa dove ciascuno porta ed è portato dall'altro, ci si aiuta a vicenda, finché con l'apporto di tutti si innalzi l'edificio della carità. Alcuni sono portati da noi e noi siamo portati da altri, ma c'è uno, il Signore Risorto, che da solo sostiene tutti noi insieme: lui solo è il fondamento che porta tutto il peso della costruzione.
Lo sguardo al passato ci invita a riflettere immediatamente sul nostro presente, dove affiorano sempre più l'indifferenza religiosa da una parte e la ricerca del solo benessere materiale dall' altra. Nel contempo però dobbiamo rinnovare la nostra fiducia nel Signore, nelle cui mani è la nostra esistenza, certi che il suo Spirito opera ancora negli individui, nella Chiesa e nella società.
Gratitudine, preghiera, ascolto, riflessione, esame di coscienza, conversione: ecco le coordinate di questo anniversario, mentre risalendo i 55 anni di questo sacro edificio, ricordiamo la Chiesa, comunità viva, che qui si è radunata e si raduna, per attingere al pane della parola e al pane della vita, forza, coraggio, sapienza, speranza, che diventano alimento al suo amore.
I nostri edifici sacri, che segnano, come pietre miliari, lo spazio del nostro tempo, ci richiamano la strada misteriosa e di grazia della evangelizzazione: parte dal cenacolo, giunge fino a noi, deve continuare. Perché è una strada che dobbiamo far proseguire, sempre e ovunque. E' un impegno e una responsabilità. Infatti, la parola di Gesù, "come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi", è rivolta
a tutti, nella forza e nella luce dell' amore, come abbiamo ascoltato nel vangelo.
Ecco perchè nell'ultima parte del libro vengono ricordati i nomi e la breve storia di diverse persone che hanno scelto di seguire Cristo consacrandosi al servizio del Vangelo e dei fratelli più poveri.Ricordare per il cristiano, significa vivere la memoria di una realtà vera e attuale: la nostra salvezza. Che avviene in Gesù Cristo, nostra via, verità e vita. Una realtà che dobbiamo testimoniare, come singoli e come comunità, con la nostra vita. Perché "chi vede le vostre opere buone dia gloria al Padre vostro che sta nei cieli". Con riconoscenza a Mario Battistata e al Circolo El Capitel che in occasione dei 25 anni della fondazione, ha voluto lasciare a tutta la comunità questo bel ricordo della nostra chiesa, lascio l'impegno di essere questa "Chiesa viva", seguendo con sincerità il Vangelo: testimoni della Pasqua nella nostra società.
Come le generazioni che ci hanno preceduto hanno lasciato ai nostri cuori l'eredità della fede e della vita cristiana, così anche noi dobbiamo lasciare questa eredità preziosa a chi verrà dopo di noi. E' una responsabilità seria, che ci coinvolge direttamente, come singoli e come comunità, perché nelle nostre terre la vita cristiana continui in fedeltà al Vangelo.
Il Parroco
Don Giorgio Bortoluzzi |
A cura di : Mario Battistata
hanno collaborato : Don Renato Scoz, Foto gentilmente messe a disposizione dagli abitanti di Martignano, dal Cav. Marcello Valcanover e Mario Battistata
Nr. Pagine : 108
Edizione stampata nel mese di ottobre 2005
Grafica e stampa : Litografia Effe e Erre. |
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Data inserim : 24/12/2005
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| Data ult.var.: 25/05/2008 |
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| Amòr en zìnzorla |
| Versi in dialetto di Trento |
Guido Leonelli, nato a Valdaora (BZ) nel 1939, residente per un ventennio nel paese di Martignano presenta in questo suo libro una rassegna di poesie in dialetto di Trento. |
La "Zinzorla", in dialetto trentino è l'altalena. E' il gioco dei bambini e il tormento dei grandi. E' il brivido di una prima, piccola trasgressione (fin dove si potrà arrivare lassù ? dove inizia il pericolo di cadere ?) e la ripetitività - su e giù, su e giù - legata al movimento di quei curiosi orologi, ritmati dalla bimba sul seggiolino, prima che il curioso "cucù" esca dal suo sportello ad annnunciare le ore.
Nel popolare rione di Cristo Re, a Trento, nei primi anni del secondo dopoguerra, l'orologio della "Zinzorla" che altanelava quasi a scandire le attese - e forse le disperazioni - della gente comune (quella che sa parlare in dialetto perché vuole esprimere sentimenti, non concetti) ha dato il suo nome ad uno dei bar più conosciuti e simpatici della città. Sembrava una definizione scherzosa quasi beffarda: la "Zinzorla". E invece ha dato identità a chi entrava per bere una spuma, uno "spritz", per giocare alle carte o soltanto per attendere l'ora di rientrare a casa.
Quasi a dire che le attese del presente (scandite dall'altalena un pò ossessiva) non annullavano il passato, ma lo rilanciavano. |  foto della copertina |
Il tempo delle attese nel bar diventava, a quel ritmo quasi automatico, il ritmo delle speranze future. La Zinzorla dice che tutto scorre e tutto ritorna. Dice che la vita dà il meglio di sé nell'attesa: di un amore, di una donna, di un destino. Dice che i momenti più intensi sono quelli che preparano il battere delle ore, la ricerca di una meta. Quando la si è raggiunta perde interesse. Dice che le anche speranze si nutrono di ricordi. Le speranze non sono altro che attese di futuro, ritmate dal tempo incessante che scorre sull'altalena della vita.
Franco de Battaglia |
Versi di GUIDO LEONELLI
Presentazione di Franco de Battaglia
immagini degli artisti del gruppo "La cerchia" di Trento
Copertina di Pierluigi Negriolli
Edizioni Osiride, pubblicazione anno 2004 |
… alcune poesie tratte dal suo libro le trovi qui …. |
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Data inserim : 08/12/2005
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| Storia Ambiente Territorio |
| lettura del territorio alle pendici del Monte Calisio |
SOLO TRE PAROLE IN UNA storiambienterritorio |
I ragazzi possono dimostrarsi sensibili e attenti osservatori del territorio. Appoggiati da motivati insegnanti diventano conoscitori e studiosi dell’ambiente, non solo per gli aspetti naturali, ma anche storiografici, di costume, di vita sociale, iniziando anche in modo informale quel processo di ecomusealizzazione del territorio che i “grandi” faticosamente cercano di costruire.
Attraverso le vostre anche semplici osservazioni e ricerche l’idea di “ecomuseo” entra nelle conoscenze comuni e nelle famiglie, permettendo di far capire e apprezzare anche agli adulti, più distratti e indaffarati, l’importanza della conoscenza del territorio e, soprattutto, delle nostre radici.
L’apprendimento della propria storia e del proprio ambiente permette di crescere in sintonia con quanto ci circonda, consci che non può esistere cultura senza la conoscenza delle proprie radici. |  foto della copertina |
I paesaggi che avete l’opportunità di “leggere” in maniera più dettagliata sono infatti il frutto di intense e lunghe vicende umane, degli stretti rapporti che l’uomo ha costituito con l’ambiente che lo circonda.
E proprio questi sono gli aspetti che l’Associazione Ecomuseo dell’Argentario, insieme ad altre realta associative ed istituzionali, cercherà di valorizzare e promuovere affinché vengano conosciuti, conservati e studiati.
L’augurio pertanto di buon lavoro per questa prima edizione sperimentale, con la speranza magari di poterci incontrare per discutere di ambiente, di storia, di paesaggi, insomma ….. di “Ecomuseo”.
Arch. Giuseppe Gorfer Presidente dell’Associazione Ecomuseo Argentario Onlus |
a cura di : F.Ferrari - S.Zanghellini
Testi e disegni : Alunni scuola Elementare R.Zandonai - Martignano
Nr. Pagine : 23
Edizione stampata nel mese di maggio 2003. |
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Data inserim : 01/08/2003
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| Eren così !! Luoghi, attività, volti di Martignano |
| 1972 - 2002 30° anniversario dalla fondazione |
Sono passati trent’anni da quel lontano 1972 quando don Cornelio Branz, all’epoca parroco del paese, chiamò Aurelio Rudari e Renato Scarpari per invitarli a fare qualcosa per organizzare la vita socioculturale e ricreativa del sobborgo.
E così nacque il “Comitato per le attività culturali e ricreative” chiamato in forma breve “Comitato”.
Erano gli anni di sociologia, della “contestazione”, delle lotte operaie, di conflitti e incomprensioni, ma anche di grandi entusiasmi e idealità. Forse l’idea di don Cornelio era proprio quella di indirizzare questi entusiasmi e queste idealità verso fini sociali concreti ed in favore di una comunità che si andava trasformando rapidamente da piccolo borgo rurale a quartiere residenziale della città. |  foto della copertina |
Erano i tempi dei primi massicci insediamenti abitativi quando la città incominciò ad espandersi a macchia d’olio e l’abitare in collina era un fatto molto ricercato proprio per la bellezza del paesaggio e la qualità dell’ambiente. Diceva lo slogan di un’agenzia immobiliare: “venite ad abitare a Martignano; qui le foglie sono più verdi”. |
a cura di : Flavio Ferrari
hanno collaborato: Luciano Imperadori, Remo Agostini, Fabio Floriani, Renato Scarpari
Nr. Pagine : 48
Edizione stampata nel 2002. |
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Data inserim : 01/08/2003
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| Scuola Materna Don Leone Serafini |
| 1953 - 2003 50 anni al servizio della Comunità |
Premessa:
Federazione Provinciale Scuole Materne
La scuola dell'infanzia di Martignano compie cinquant'anni.
Ciò rappresenta sicuramente un traguardo di grande significato per la stessa comunità di Martignano che nella conduzione dell'Istituzione scolastica ha in questi cinque decenni profuso impegno, passione e competenza.
È il traguardo di un percorso, iniziato nei primissimi anni Cinquanta, che ha saputo conservare intatta fino ad oggi - di fronte ai cambiamenti epocali del nostro tempo - quella tensione ideale, civile ed educativa degli inizi.
Un'opera educativa, questa di Martignano, che la comunità sente profondamente, ancora oggi, perché ha accompagnato, passo dopo passo, l'educazione di intere giovani generazioni e perché ha garantito una presenza costante nel tessuto sociale.
La scuola, nello svolgere la sua azione educativa, ha sempre guardato alla comunità come la fonte della propria legittimazione sul piano istituzionale, sociale e pedagogico. |  foto della copertina |
Questo traguardo non vuole e non può essere solamente un punto di arrivo: rappresenta una tappa di un itinerario che si apre ora, in questo avvio del terzo Millennio, alle nuove, complesse e cruciali sfide poste dalla modernità.
La presente pubblicazione vuole documentare questo itinerario, questa esperienza, vuole testimoniare il significato di una presenza educativa e sociale.
Lo fa fissando la vita e l'azione dell'Istituzione scolastica dentro la comunità, dentro gli accadimenti, grandi e piccoli, che hanno caratterizzato la storia di Martignano e ricordando l'impegno delle persone che ha titolo di volontariato hanno prestato il loro servizio all'interno dell'azione scolastica.
E questo è sicuramente uno dei pregi maggiori di questa preziosa pubblicazione.
Il lettore ha così modo di conoscere, attraverso i vari capitoli della vita della scuola, quali tensioni e quali ideali hanno mosso i fondatori, quali valori hanno contraddistinto questo lungo e appassionato percorso.
Ha modo, ancora, di conoscere quale profondo valore abbia avuto la presenza e l'azione della scuola dell'infanzia nella comunità, dentro i suoi cambiamenti.
Un percorso nel quale si sono concretizzati, anche in questo caso, i valori di sussidiarietà e di solidarietà, da sempre profondamente presenti e radicati nella comunità trentina, che sono anche alla base della nascita e dell'odierna esperienza dell'intero sistema federale.
La scuola dell'infanzia di Martignano con la sua specifica storia, che questa pubblicazione raccoglie in termini puntuali, costituisce un importante e significativo esempio di come una comunità abbia saputo farsi carico di un bisogno educativo e sociale individuando concretamente al proprio interno le forme e, nello stesso tempo, le modalità più idonee e rispettose della storia, della cultura, dell'identità e delle tradizioni del paese.
Giuliano Baldessari
Presidente della Federazione provinciale Scuole materne di Trento |
A cura di : Flavio Ferrari
hanno collaborato : Franco Cicognani, Mario Curcu, Mirella Salvadore, Roberto Leveghi, il personale della scuola d'infanzia "Don Leone Serafini" e dell' asilo nido "La Nuvola"
Nr. Pagine : 104
Edizione stampata nel mese di maggio 2003. |
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Data inserim : 01/08/2003
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